'Arca' di Quagliozzi e 'Rukeli' di Rak vincono i Nastri d'Argento 2026 per i corti
Premi speciali a Bratiska, Ciao, Varsavia e La bambina di carta
I cortometraggi Arca di Lorenzo Quagliozzi e Rukeli di Alessandro Rak per l'animazione sono i vincitori dei due Nastri d'Argento 2026. Premi speciali a Bratiska di Gregorio Mattiocco, che riceve il contributo di Media Fenix, a Ciao, Varsavia di Diletta Di Nicolantonio, realizzato con il contributo, per la produzione, dell'attrice Sara Serraiocco, e ancora, a La bambina di carta di Fabio Vasco, sul tema delle spose bambine in alcune comunità di immigrati "che a volte resistono all'esigenza di un'integrazione culturale non sempre facile" si spiega in una nota. Arca di Lorenzo Quagliozzi "è un dichiarato atto d'amore al valore visionario del più grande cinema di tutti tempi", si sottolinea. Rukeli di Alessandro Rak è la storia Johann Wilhelm Trollmann, "il 'pugile zingaro' campione dei pesi medi nella Germania nazista, primo pugile rom al mondo a vincere il titolo, poi imprigionato nei campi di concentramento di Wittenberge e Neuengamme, che decise di morire da campione combattendo contro un kapò nazista". Vince il riconoscimento condiviso dai Giornalisti Cinematografici con la Fondazione Nobis, tradizionalmente partner dei Nastri d'Argento, Io che non vivo di Cristina Puccinelli, intenso racconto anche autobiografico che rievoca con delicatezza un rapporto figlia-madre ed esplora il tema della perdita e delle 'smemorie' dell'Alzheimer. Menzioni speciali per il sociale a (Im)perfetta di Nicolò Bressan Degli Antoni e Tutti giù per terra di Marco Simon Puccioni: il primo sul tema del corpo femminile e dell'immagine che per molte ragazze si confronta solo nello specchio della comunicazione social, il secondo dà voce al ricordo di violenze subite da una bambina nella complicità di un silenzio collettivo. Il Premio internazionale, dedicato a sottolineare l'impegno umanitario sul tema dei diritti umani, al cortometraggio Everyday in Gaza di Omar Rammal, regista e direttore della fotografia palestinese che ha girato nella primavera del 2025 questo piccolo film prodotto da WeWorld nel quadro di un progetto finanziato dall'Unione europea e in collaborazione con Save the Children. Un film che ci regala, "con le immagini di Sulaiman Hejji, un collage di piccole storie di ordinaria quotidianità e di resistenza nonostante la guerra, in un mosaico di ritratti di persone che hanno perso tutto e di bambini vittime innocenti di un attacco e di una violenza - si conclude - che continua da quasi vent'anni".
R.Mcintosh--EWJ
