Da New York a Gstaad, le ville da sogno, l'arte, i carlini di Valentino
I fiori freschi ogni giorno e l'arredamento, "l'eleganza è proporzione e sorpresa"
(di Beatrice Campani) Dallo skyline di Manhattan alle vette alpine di Gstaad. L'ultimo imperatore della moda, Valentino Garavani, scomparso a Roma il 19 gennaio, ha lasciato un patrimonio non solo stilistico ma un'idea di lifestyle vissuto nelle località più chic del mondo, tra ville e chalet arredati con eleganza impeccabile. Era cosa ben nota la passione dello stilista per l'arte del ricevere gli ospiti nelle sue ville da sogno, tra boiserie, specchi antichi, tessuti preziosi, e soprattutto importanti pezzi d'antiquariato e opere d'arte (della sua personale collezione che annovera opere preziose, da Picasso a Warhol). Immancabili in ogni sua dimora i fiori freschi, cambiati ogni giorno e spesso provenienti dai suoi giardini. In effetti anche i motivi floreali delle tappezzerie sono un leitmotiv di tutte le sue proprietà, soprattutto le rose, da lui stesso definite "non solo fiori, ma il più iconico e riconoscibile capolavoro della natura". Meravigliose le foto che lo ritraggono negli interni delle sue dimore, raccolte anche nel libro 'Valentino: At the Emperor's Table', pubblicato da Assouline nel 2014 e ideato proprio per illustrare l'arte del ricevere gli ospiti e l'esperienza a tavola, ritenuti dal maestro un importante momento conviviale. "La mise en place della mia tavola oggi ricorda i miei abiti più di ogni altra cosa, creata con estrema cura fino al più piccolo dettaglio", aveva detto in un'intervista ad Elle nel 2014 mostrandosi a fianco di una meravigliosa tavola apparecchiata con candelabri di cristallo, alzate colme di ciliegie e bouquet di fiori freschi. Le sue proprietà ben rappresentano la sua volontà di circondarsi di lusso ed eleganza anche nella vita privata. Oltre alla villa sull'Appia Antica e palazzo Mignanelli a Roma, amava recarsi al suo Chateau de Wideville, vicino a Parigi, dove fu anche organizzata una grande festa per la consegna della Legion d'Honor, nel 2006. Valentino acquistò questo castello, risalente al XVII secolo, nel 1995. E come non ricordare le foto che lo ritraggono nel suo amatissimo chalet Gifferhorn a Gstaad, in Svizzera, per trascorrere le festività natalizie, circondato da libri, eleganti arredi in stile alpino e soprattutto dai suoi amati cani, tutti carlini. "Non mi importa della collezione, i miei cani sono più importanti", aveva dichiarato nel 2009 nel documentario 'The Last Emperor'. Tanto importanti che Maggie, uno dei cuccioli preferiti di Valentino, era diventata protagonista anche di un ricamo su un abito di haute couture. Gran parte della sua collezione multimilionaria di opere d'arte, invece, è custodita tra la sua dimora a Holland Park, a Kensington a Londra (dove si racconta siano appesi alle pareti preziosi Picasso) e l'attico di New York, affacciato su Park Avenue. C'è poi la villa La Vagnola, sulle campagne senesi di Cetona, dove Valentino si è recato in villeggiatura per oltre 30 anni. Venduta nel 2019, la villa del XVIII secolo di 1.600 mq contava ben 15 camere da letto, sala da biliardo, soffitti affrescati e pavimenti in marmo e terracotta, oltre a un parco privato, un uliveto e giardini all'italiana. Per le vacanze estive Valentino aveva acquistato un gioiello, villa La Pineta a Capri, che era divenuto il suo rifugio estivo, alternato alle vacanze sul suo yacht Tm Blue (T e M sono le iniziali dei nomi dei genitori Teresa e Mauro): 49 metri di eleganza arredati con stile navy-chic interrotto da opere d'arte di Andy Warhol. Non c'è da stupirsi, a proposto del gusto nell'arredare Valentino soleva dire che "l'eleganza è un bilanciamento tra proporzioni, emozioni e sorpresa".
K.Marshall--EWJ