'Opera Guccini', al Duse di Bologna le sue canzoni in versione lirico-sinfonica
Tutto esaurito il 29, 30 e 31 ottobre con l'Orchestra del Teatro Comunale
Tutto esaurito per 'Opera Guccini', il concerto-spettacolo che rilegge in chiave lirico-sinfonica alcune delle canzoni più celebri di Francesco Guccini, il cantautore modenese, ma bolognese di adozione, scomparso il 6 agosto all'età di 86 anni. La produzione del Teatro Comunale di Bologna è in programma al Teatro Duse il 29 e 30 ottobre alle 21 e il 31 alle 18, nell'ambito delle iniziative 'S'io avessi previsto tutto questo' dedicate al cantautore dal Comune di Bologna. Nato lo scorso maggio da un'idea del compositore e direttore d'orchestra Alessandro Nidi e del giornalista e attore Giorgio Comaschi, con il coinvolgimento dello stesso Guccini, lo spettacolo rilegge alcuni dei brani più celebri del cantautore attraverso gli arrangiamenti per orchestra sinfonica e le voci del canto lirico, mantenendo intatti i testi originali. Protagonista sarà l'Orchestra del Comunale, diretta da Alessandro Nidi, autore degli arrangiamenti. Sul palco, accanto alle voci del soprano Claudia Ceraulo, del baritono Michele Gianquinto e del tenore Simone Fenotti, ci saranno il sassofonista Antonio Marangolo e il chitarrista e cantante Juan Carlos "Flaco" Biondini, storico collaboratore di Guccini. Con Comaschi che accompagnerà il pubblico con racconti, aneddoti ed episodi legati alla genesi delle canzoni, oltre a leggere alcuni testi scritti per l'occasione dallo stesso cantautore. "Opera Guccini vuole essere un omaggio alla vena melodica e alla cantabilità delle canzoni", spiega Nidi, ricordando la sorpresa dello stesso Guccini nell'ascoltare 'L'avvelenata' interpretata da una voce di baritono. La scaletta comprende i brani 'Il vecchio e il bambino', 'L'avvelenata', 'Bisanzio', 'Incontro', 'Scirocco', 'Stelle', 'Cyrano', 'Quelli che non' e 'Dio è morto'. Francesco Guccini aveva accolto con curiosità ed entusiasmo l'iniziativa, come raccontava in un testo scritto alcune settimane prima della sua scomparsa: "Mi riaffaccio con curiosità al fatto che le mie canzoni partiranno su un palco da un punto diverso e per una destinazione diversa. Una destinazione lirico-sinfonica", scriveva, immaginando le proprie canzoni interpretate "come fosse un'opera", pur avendo sempre pensato di comporre "solo delle semplici canzoni". Aggiungendo poi che il suo unico rapporto con l'opera era stato aver condiviso con Luciano Pavarotti gli anni della giovinezza a Modena frequentando lo stesso istituto magistrale, sebbene in anni diversi. Le celebrazioni proseguiranno domenica 1 novembre, dalle 15 alle 18 in piazza Maggiore, con 'Bologna canta Guccini'.
R.Mcintosh--EWJ