A Torino screening diabete per chi vive in condizioni di marginalità
Progetto di Città, Asl e Asili Notturni Umberto I
Intercettare precocemente il diabete non diagnosticato nelle persone che vivono in condizioni di grave marginalità sociale, attraverso screening nei luoghi che già frequentano e accompagnandole, quando necessario, verso i servizi sanitari e la continuità delle cure: è l'obiettivo del nuovo progetto clinico-sociale che coinvolgerà Città di Torino, Asl Città di Torino e Asili Notturni Umberto I, per il quale la giunta comunale ha approvato oggi la convenzione per l'avvio della prima fase. L'iniziativa si rivolge alle persone che frequentano mense sociali, strutture di accoglienza per persone senza dimora, servizi abitativi temporanei, housing e ambulatori sociali. Attraverso i servizi di prossimità sarà inoltre possibile raggiungere le persone che vivono in strada. "La tutela della salute è una componente fondamentale dei percorsi di inclusione sociale - dice l'assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli -. Con questo progetto vogliamo portare la prevenzione anche a chi, per le proprie condizioni di vita, più difficilmente riesce ad accedere ai servizi sanitari". "Se non diagnosticato e adeguatamente seguito - aggiunge Carlo Picco, direttore generale Asl Città di Torino - il diabete può determinare conseguenze importanti sulla salute. Questo è un modello di sanità di prossimità molto concreto". "Arrivare prima - conclude Sergio Rosso, presidente di Asili Notturni Umberto I - significa prendersi cura delle persone, soprattutto di chi rischia di restare ai margini, e offrire loro una possibilità concreta di tutelare la propria salute e il proprio futuro". Il percorso comprenderà anche attività di educazione sanitaria, orientamento e sostegno alla continuità delle cure.
L.MacDonald--EWJ