Rowena Grech: il significato nascosto dei mostri nella letteratura e nel folklore maltese
Secondo l'autrice maltese Rowena Grech, le creature mostruose non sono semplici figure di terrore, ma complessi simboli psicologici. Attraverso un'analisi che spazia dalla mitologia locale al fantasy moderno, Grech esplora come questi archetipi riflettano le paure umane e favoriscano la scoperta di sé.
L'autrice maltese Rowena Grech offre una rilettura profonda del genere horror e della mitologia, sostenendo che le creature mostruose non esistano esclusivamente per incutere timore, ma agiscano come specchi complessi della psicologia umana. Nel suo lavoro, che intreccia folklore locale e narrativa fantastica, Grech identifica nei mostri simboli di liberazione, scoperta dell'identità e desiderio, piuttosto che semplici entità negative.
L'interesse di Grech per il mistero e le creature fantastiche affonda le radici nell'infanzia, alimentato da una fascinazione per gli animali, in particolare i dinosauri. Lei li percepiva come estensioni biologiche libere dai vincoli della realtà. L'esposizione precoce a film come "Jurassic Park" ha generato in lei un misto duraturo di attrazione e repulsione, immaginando questi rettili muoversi nella sua casa durante la notte. Questa dualità – essere attirati e respinti dal mostruoso – è diventata un tema centrale nei suoi interessi letterari successivi.
Crescendo, Grech ha esplorato il genere del mistero attraverso serie classiche come "I cinque amici", "I sette segretini", "Gli Hardy Boys" e "Nancy Drew". Letture successive di R.L. Stine con la sua serie "Spaventi alla scuola media" (Goosebumps) e delle opere dell'autore maltese Anton Grasso hanno approfondito la sua comprensione di come i mostri possano evocare emozioni opposte simultaneamente. Grech nota che questa capacità di generare stupore e terrore è ciò che rende il genere così compelling.
Un focus cruciale della scrittura di Grech è il potenziale simbolico del mostro. Sebbene una storia possa apparire incentrata su esseri soprannaturali, essa esplora spesso la psicologia umana. Attingendo al concetto junghiano dell'ombra, suggerisce che i mostri rappresentino aspetti della personalità che gli individui cercano di nascondere o negare. Tuttavia, questa rappresentazione non è sempre negativa. I mostri possono simboleggiare emancipazione, conoscenza personale e libertà.
Grech è particolarmente interessata alla metamorfosi, dove il cambiamento fisico riflette una trasformazione psicologica o esistenziale. Quando il corpo di un personaggio cambia, cambia anche il suo rapporto con sé stesso e con il mondo circostante. Questa trasformazione non implica necessariamente una perdita di identità, ma può portare alla sua scoperta. Grech considera la letteratura fantasy uno strumento per utilizzare scenari biologicamente impossibili per esplorare esperienze umane profonde.
Il suo primo libro, "Miti Maltin, Monstri u Kreaturi" (Miti maltesi, mostri e creature), si è impegnato direttamente con la mitologia maltese. Grech ricorda che trovare libri su queste creature era difficile nella sua giovinezza, sebbene pubblicazioni recenti mostrino un rinnovato interesse basato su ricerche estese. Ha citato storie come quelle di "Ġaħan" e del "Serpente a sette teste", notando che i miti riflettono il modo in cui le generazioni precedenti cercavano di comprendere il mondo.
Per Grech, la mitologia è materiale vivo, aperto a nuove interpretazioni piuttosto che un capitolo chiuso del passato. Si chiede perché le comunità creino creature specifiche e quali paure collettive esprimano. Il suo obiettivo non è semplicemente raccontare storie, ma comprendere le paure e le credenze che hanno portato alla loro creazione. Questo approccio le permette di vedere queste creature da una prospettiva diversa, collegando narrazioni antiche alle esperienze umane contemporanee.
Grech trae ispirazione anche dalla mitologia greca, che trova affascinante per il suo simbolismo e la sua complessità. Nota che gli dei greci provano emozioni umane come gelosia, rabbia, amore e paura della perdita. Analogamente, le creature mostruose portano significati oltre la loro apparenza. Comprendere la storia di un mostro può portare i lettori a chiedersi se la mostruosità risieda nella creatura o nel modo in cui viene percepita.
Le sue influenze letterarie includono i Fratelli Grimm, le cui fiabe non nascondono gli aspetti oscuri della vita, nonché autori come J.R.R. Tolkien, J.K. Rowling, H.G. Wells, John Connolly, Stephen Fry, Pat Barker, Madeline Miller e Jennifer Saint. Apprezza la loro ambiguità, che permette a creature che ispirano paura di evocare anche simpatia. Grech valorizza le storie della sua infanzia che non avevano necessariamente lieti finali perché mostravano i lati difficili dell'esistenza umana.
Quando ricerca leggende o mostri per il suo lavoro, Grech inizia con libri di riferimento, pubblicazioni storiche e materiale folklorico. Cerca di comprendere l'origine della creatura e il suo contesto culturale: era progettata per spaventare, avvertire, spiegare un fenomeno o insegnare una lezione? Dopo aver identificato il tema, evita storie di finzione simili per prevenire influenze indebite. La ricerca fornisce una base, mentre l'immaginazione permette un'interpretazione personale.
Grech bilancia le leggende antiche con i propri elementi creativi mantenendo gli aspetti fondamentali del mito originale aggiungendo dimensioni contemporanee. Nota che le paure della morte, dell'amore, dell'invecchiamento, della gelosia e il desiderio di accettazione rimangono esperienze umane costanti, anche se il modo in cui le persone comprendono sé stesse cambia nel tempo. I miti devono essere reinterpretati alla luce di questa conoscenza.
Considera la scrittura creativa come una continuazione del processo attraverso cui i miti si sono evoluti attraverso le generazioni. Non si sente vincolata a riprodurre i miti parola per parola, poiché la tradizione mostra che le storie possono cambiare e rimanere significative in epoche diverse. L'elemento essenziale è che i nuovi elementi comunicano l'esperienza umana.
Grech sfida anche l'idea che le storie horror debbano includere mostri o elementi soprannaturali. Sostiene che malattie, guerre, pandemie, disastri naturali e morte possano generare terrore senza alcuna presenza mostruosa. A volte la realtà è molto più spaventosa dell'immaginazione. Uno degli aspetti più inquietanti è la perdita di controllo, affrontare situazioni che non si possono comprendere o cambiare.
Anche le cose familiari possono diventare terrificanti se cambiano in modi incontrollabili. Il corpo è intimo, ma la paura sorge quando cambia in modi che non possiamo controllare. In tali casi, la paura non deriva da un mostro esterno, ma dal diventare estranei a sé stessi. La paura può anche derivare dalla sensazione che qualcosa di ben noto sia diventato strano. Situazioni reali possono creare una perdita di sicurezza più potente delle forze soprannaturali.
Secondo Grech, ciò che rende efficace una storia horror o misteriosa non è solo la trama, ma come il lettore la vive. La scelta delle parole, il ritmo delle frasi, il silenzio e le lacune inesplicate creano tensione. A volte ciò che viene lasciato invisibile è più efficace di una descrizione del mostro, poiché i lettori riempiono i vuoti con la propria immaginazione.
La paura diventa particolarmente potente quando il lettore smette di essere un osservatore e inizia a immaginare come si sentirebbe nella posizione del personaggio. La scelta di cosa omettere è importante quanto ciò che viene descritto. Quando i lettori immaginano la minaccia da soli, spesso creano una tensione maggiore rispetto alla fornitura di ogni dettaglio.
Grech crede che i miti sopravvivano perché affrontano domande fondamentali: da dove veniamo, perché soffriamo e cosa succede dopo la morte. In passato, aiutavano a spiegare fenomeni che le persone non potevano comprendere, ma il loro valore risiede nelle loro dimensioni simboliche e psicologiche. Figure ricorrenti come eroi, madri, saggi e ombre appaiono in tutte le culture come archetipi.
I miti riflettono le nostre paure, desideri e contraddizioni. Sebbene il mondo sia cambiato, molte delle domande che sollevano rimangono le stesse. Queste figure assumono forme diverse a seconda della cultura, ma le domande umane che portano sono simili. Per Grech, i miti non sono solo storie su dei o mostri; sono un modo per comprendere noi stessi.
Riguardo ad Halloween, Grech lo vede come uno spazio che fornisce ai vampiri, agli zombie e alle streghe attraverso costumi, film e giochi. Nota che queste figure hanno origini diverse: alcune provengono dal folklore, altre dalla letteratura e dal cinema. È interessata a come i loro significati cambino nel tempo. Un vampiro può essere un mostro in un'interpretazione e una figura romantica o tragica in un'altra.
Non vede questo rinnovamento come negativo, poiché può dare nuova vita ai personaggi. Tuttavia, sottolinea l'importanza di distinguere tra cultura popolare e radici folkloriche per evitare di perdere il contesto e il significato originali. Il personaggio visto sullo schermo oggi non è necessariamente lo stesso usato nelle credenze antiche. Comprendere questa differenza aiuta ad apprezzare sia la versione moderna che la sua eredità originale.
Grech considera anche come i lettori maltesi potrebbero reagire diversamente alle storie horror rispetto ai lettori stranieri. Ogni lettore porta esperienze personali, ricordi e credenze. Nella teoria letteraria, Wolfgang Iser esplora come i lettori partecipino alla creazione di significato riempiendo le lacune nel testo. Pertanto, due persone possono leggere la stessa storia ed esperirla in modo diverso.
Una persona cresciuta ascoltando creature folkloriche maltesi potrebbe avere un legame emotivo che un lettore straniero non ha. Tuttavia, la cultura non è tutto; anche la storia personale di un individuo influisce sulla lettura. Una persona che conosce una leggenda dall'infanzia potrebbe sentire il nome di una creatura e ricordare un sentimento o una paura antica, mentre un altro si avvicina con curiosità fresca. Nessuna reazione è automatica per tutti.
Grech non inizia a scrivere con l'intenzione di lasciare un messaggio specifico al lettore. Scrive prima per sé stessa, notando che la scrittura ha una funzione terapeutica, aiutandola a dare forma a pensieri ed emozioni difficili. A volte scopre ciò che sta cercando di comprendere durante il processo stesso. Le piace quando i lettori trovano qualcosa che li tocca o entra in un'esperienza diversa dalla propria.
La letteratura può evocare empatia senza fornire risposte morali. A volte lascia i lettori a disagio con domande dopo aver chiuso il libro. Quel disagio può essere l'inizio di una riflessione più profonda. L'esplorazione personale viene prima di qualsiasi intenzione di insegnare una lezione. Un lettore può trovare significato nel testo che l'autore non ha previsto, ed è parte della bellezza della scrittura e della lettura.
Attualmente, Grech ha diverse idee e fili narrativi ma nessuna opera finalizzata da annunciare. Il suo processo non è sempre lineare; a volte inizia con un'immagine, un personaggio, un'atmosfera o una domanda e la lascia svilupparsi. Desidera continuare a esplorare i miti e reinterpretare creature mitologiche, nonché approfondire la fantascienza.
Sebbene la fantascienza appaia diversa dalla mitologia, entrambe aiutano gli umani a immaginare ciò che ancora non conoscono e sollevano domande sull'identità, la mortalità e i limiti della conoscenza. In definitiva, è interessata a come i generi aiutino a esplorare l'esperienza umana. Entrambi possono collocare gli umani di fronte a ciò che è diverso da loro e di fronte a domande senza risposte certe.
Sia la mitologia che la fantascienza permettono agli esseri umani di immaginare ciò che rimane sconosciuto o inesplicabile. Sollevano questioni sull'identità, i limiti della conoscenza, la mortalità e il nostro rapporto con l'altro. Per Grech, l'interesse non risiede solo nel genere stesso, ma nella possibilità che offre di continuare a esplorare la complessità dell'esperienza umana.
N.Steward--EWJ